Proprio mentre Leonard Cohen ha dato alle stampe il suo ennesimo nuovo CD, uno degli artisti che vocalmente gli assomiglia di più, Mark Lanegan, smette per un attimo le sue innumerevoli collaborazioni e i suoi infiniti duetti per pubblicare un CD tutto suo, intitolato Blues Funeral. E lo fa dimostrando che, probabilmente, si può fare persino meglio del maestro. Lanegan abbandona per un attimo la sua nemesi Isobel Campbell, ex vocalist dei Belle and Sebastian che lo ha accompagnato per gli ultimi album con la sua vocetta da gattina, e scalda l’ugola un po’ rauca, imbraccia la chitarra e via. Il risultato è un CD molto vario, fin troppo. Da una parte c’è il blues, quello che graffia e il rock tradizionale di un pezzo come Riot in my House, in cui la parte del leone la fa la chitarra elettrica insieme alla voce di Lanegan. Dall’altro c’è evidentemente la passione per il passato: Lanegan aveva infatti iniziato a suonare rock psichedelico agli esordi per poi virare verso il rock più tradizionale e in questo CD l’artista americano sceglie di rispolverare anche l’elettronica che si alterna alla tradizione rock on qualche pezzo di ispirazione electro-pop come Ode to Sad Disco o la bellissima Grey Goes Black. Questa commistione fa di questo disco un piacevole incontro con la musica di qualità e la bella voce calda di Lanegan. Da non sottovalutare.
voto: 7

“Esclusivamente per fans” si potrebbe tranquillamente dire di questo doppio
Questo
A fine 2011 un gruppo storico del pop-rock britannico pubblicava un Greatest Hits che in qualche modo ne decretava il ritiro. La band si chiama Manic Street Preachers e ha fatto la storia del rock alternativo inglese. Al tempo stesso un’altra band che ha fatto la storia recente della musica britannica, i Coldplay, pubblicava un album fin troppo commerciale. Il 2012 si apre con l’arrivo del terzo lavoro di questa giovanissima band di Brighton, i 